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Odontoiatria e medicina alternativa

Per sua natura la medicina, orientata alla cura di malattie, che generano inevitabili sentimenti e percezioni pregnanti, determina spesso nel malato un atteggiamento di speranza e illusione che porta talvolta medici e pazienti a comportamenti che esulano dallo scientifico e razionale.

In risposta a fallimenti più o meno evidenti della medicina nella cura di malattie, anche gravi, sono nati e sono state rivisitati approcci alternativi, nella convinzione che cambiando radicalmente approccio sia possibile ottenere risultati laddove la medicina convenzionale non offre soluzioni.

Anche il mondo dell’odontoiatria, che della problematica dei fallimenti, soffre anche per l’aspetto contrattuale per l’impegno di risorse economiche anche rilevanti, ha visto fiorire proposte non convenzionali per il trattamento di patologie dentarie classiche.

Per comprendere cosa significhi la definizione di medicina alternativa, è bene definire l’approccio della medicina tradizionale.

La medicina ufficiale, per applicare delle tecniche e protocolli di cura utilizza il metodo scientifico che prevede a fronte di un ipotesi, la verifica con sperimentazione e conseguente definizione di una tesi.

In medicina, quindi, per validare un trattamento è prevista la sperimentazione, che mette a confronto due o più approcci. Solo dopo l’analisi dei dati viene scelto il percorso che offre migliori risultati, a fronte di esperimenti verificabili e ripetibili.

I trial clinici randomizzati, nascono dall’esigenza di eliminare le distorsioni nella produzione dei dati da analizzare, legati alla scelta dello sperimentatore su quale farmaco o tecnica da erogare al paziente inserito nella sperimentazione clinica. Con questo approccio il clinico e il malato non sanno che approccio verrà, o è stato, utilizzato. Esiste anche la possibilità di rendere cieco l’analizzatore dei dati, con il protocollo del cosiddetto doppio cieco, in modo che solo alla fine dell’analisi dei dati venga effettivamente rivelato quale approccio sia più utile ed efficiente.

Tutte le sperimentazioni cliniche sono poi pubblicate su riviste scientifiche, che hanno il compito di diffondere la conoscenza scientifica. Questi giornali utilizzano il sistema del peer review, in cui alcuni esperti nel settore specifico valutano se gli articoli proposti per la pubblicazione sono corretti dal punto di vista metologico, in modo da garantire che i materiali e i metodi per lo studio di un problema specifico, sono stati scelti correttamente e che l’analisi dei dati sia effettivamente corretta.

Ogni rivista scientifica, per la peculiare severità della valutazione degli articoli proposti per la pubblicazione, possiede una autorevolezza che porta a rendere alcuni giornali più rilevanti rispetto ad altri. Una rivista autorevole verrà, quindi, letta da più persone e quindi un articolo in essa pubblicato avrà più probabilità di avere un impatto sulla scienza medica maggiore rispetto ad un articolo pubblicato su riviste che non controllano con attenzione la qualità dei lavori proposti (impact factor).

Un articolo ben fatto, poi, verrà utilizzato da altri sperimentatori come base per nuove sperimentazioni o per validare altre tecniche per confronto. Quindi misurando quante volte un articolo, e quindi l’autore, viene citato da altri è possibile valutare quanto rigoroso e valido sia un metodo rispetto ad un altro.

Quindi, la medicina tradizionale, prevede che una tecnica si studiata e rivista nel tempo, per stabilire per ogni problema clinico quale sia il protocollo migliore da applicare al malato per trattare le patologie.

Rimane, dunque, uno spazio per le tecniche alternative, per autori che non vogliono studiare scientificamente l’approccio medico a patologie. Omeopatia, omotossicologia, fiori di Bach, ayurveda, yoga, medicina cinese, agopuntura, fitoterapia, vega Test, chiropratica, pranoterapia, naturopatia, ipnosi, sono approcci che non si sottopongono a validazione scientifica, e che quindi hanno risultati non verificabili.

Paradossalmente alcune tecniche che prima erano alternative sono state assorbite dalla medicina tradizionale, e validate. Un esempio sono l’aspirina, l’eugenolo, e molti altri farmaci rapiti al non scientifico e studiati con metodo, che si sono rivelati utili ed efficenti.
Tuttavia, è bene ricordare che, nella maggior parte delle verifiche le cosiddette medicine alternative, quando sono state sottoposte alla validazione scientifica si sono rivelate poco o per niente utili nel trattamento di patologie. Quante speranze hanno raccolto per i promotori di metodi non ortodossi per il trattamento delle patologie tumorali, che sono state disilluse dalla verifica con metodo che i risultati eclatanti erano solo millantati?

A margine di questo, infine, è nato un fenomeno per cui questi approcci senza risultati certi e verificabili sono stati proposti per il trattamento di pazienti sani, con la scusa di migliorare l’assenza di patologia. Vitamine ed integratori venduti a caro prezzo, sono la punta dell’iceberg di un fenomeno che punta a trarre profitto da un problema di fatto che non sussiste.

In odontoiatria è proprio quest’ultimo che ha visto il fiorire di approcci ingiustificati di trattamento: il più noto è la rimozione di restauri in amalgama di argento, senza che ci sia un motivo diverso dalla paura del mercurio presente all’interno. Senza studi che giustifichino queste costose e aggressive rimozioni di restauri funzionanti, si determina per i pazienti un peggioramento generale dello stato di salute dentale e generale. Per non parlare poi di quanti denti recuperabili vengano estratti per essere sostituiti con impianti dentari, spacciando questa soluzione come migliore, senza che vi sia una giustificazione scientifica a questo modo aggressivo di curare i pazienti.

L’endodonzia, in questo, garantisce ai pazienti un approccio moderno, scientificamente valido, e in fin dei conti più conveniente alla risoluzione di molte problematiche dentarie che in mano di dentisti non aggiornati esitano in mutilazioni dentarie inaccettabili.! !

In conclusione, non è corretto applicare tecniche con risultati ignoti e definirle medicina.
L’alternativo è solo finzione, e in fin dei conti, tradimento.

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